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Diversità e inclusione nel Metaverse e nel Web3: la sfida per un futuro più equo

Negli ultimi anni, il Metaverse e il Web3 hanno attirato l’attenzione del mondo tecnologico e non solo, ma l’accesso a questi mondi virtuali è ancora dominato da una comunità maschile ed esclude molte voci femminili e minoritarie. Amber Park, l’artista NFT che sta dietro il nuovo marchio di lifestyle fashion-tech Play! Pop! Go!, ha sperimentato in prima persona la misoginia.

Rendere il Metaverso inclusivo e ricco di diversità è di certo una buona idea perché, come nella vita reale, dalla diversità nasce l’alternanza, il confronto, la crescita e l’arricchimento delle comunità.

Il Web3 ha il potenziale per essere un luogo più aperto rispetto ai suoi predecessori, ma la creazione di questo mondo virtuale richiede un impegno concreto per assicurare che questo accada. Ci sono già esempi di comunità Web3 che cercano di creare spazi più inclusivi e diversi, ma non basta: è necessario superare le barriere tecnologiche che limitano l’accesso a questo spazio virtuale.

In questo senso, molte aziende stanno lavorando per aumentare l’accessibilità e ridurre i costi delle tecnologie necessarie per partecipare al Web3. Ad esempio: @Altr_ ha invitato 10 creativi a disegnare capi digitali radicati nel loro patrimonio culturale locale, che saranno presentati in una mostra durante la Metaverse Fashion Week di Decentraland. La piattaforma ha inoltre collaborato con ESMOD Paris per digitalizzare il primo abito progettato per le cavallerizze, che ha contribuito a spianare la strada alle donne in uno sport che inizialmente era accessibile solo agli uomini.

The Sandbox ha unito le forze con People of Crypto Lab per lanciare il suo primo hub di equità e inclusività lo scorso anno. (52.000 giocatori, che hanno visitato per un totale di 164.000 volte. Ciò ha portato a un coinvolgimento straordinario: oltre 1 milione di minuti giocati). La collaborazione ha portato a 8.430 avatar NFT non binari. Ciò includeva 36 tonalità di pelle; ogni etnia, orientamento sessuale e identificazione di genere; così come arti protesici e identificatori culturali come l’hijab.

 

 

La divisione Meta afferma di aver sviluppato miliardi di diverse combinazioni di avatar nelle sue applicazioni, inclusa l’opzione con capelli, tonalità della pelle e abbigliamento, ma molte altre aziende stanno lavorando per aumentare l’accessibilità e ridurre i costi delle tecnologie necessarie per partecipare al Web3.

Ci sono già esempi di comunità Web3 che cercano di creare spazi di inclusività. Ad esempio, ci sono gruppi di donne e persone LGBTQ+ che stanno lavorando per creare spazi nel Metaverse e nel Web3. Inoltre, molte aziende tecnologiche stanno sviluppando soluzioni per aumentare l’accessibilità e ridurre i costi delle tecnologie necessarie per partecipare al Web3.

Il Metaverse e il Web3 devono diventare spazi virtuali più inclusivi in cui tutte le voci possono essere ascoltate e rappresentate. Ci sono molte iniziative in corso per raggiungere questo obiettivo, ma c’è ancora molto da fare. L’impegno concreto di tutte le parti coinvolte può portare a una maggiore consapevolezza e rappresentanza nel Metaverse e nel Web3, contribuendo a creare un mondo virtuale più rappresentativo ed equo.

Partecipa al cambiamento! Diventa anche tu, insieme alla tua azienda, un agente di cambiamento nella costruzione di un futuro più equo per tutti.

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